venerdì 8 marzo #gratitudine (d’essere donna)
Stanotte ho sognato mia nonna Tina, una delle grandi madri della mia storia.
Era morta, stesa su un tavolaccio in un luogo molto spartano.
Improvvisamente la scena è cambiata e, voltandomi verso di lei, l’ho ritrovata in piedi, forte, adornata di un abito sontuoso e incoronata: ritorno ad essere regina, mi ha detto.
E ci sono state scene di regnanza, da questo luogo in cui entrambe eravamo.
(i simboli sono fortissimi, ve ne parlerò un giorno)
La prima cosa che ho fatto, al risveglio, è stata mandare reiki a mia nonna che seppur ora vive in un limbo di confusione e infermità, SO è sempre una Regina!
Quanta gratitudine, amici che avete il buon cuore di leggermi, quanta gratitudine per il femminile che scorre nella mia storia!
Per questa fonte inesauribile di divino che, di grembo in grembo, ricorda al mondo la sua Realtà.
Io sono grata di questo albero di vita custodito in grembo, di questo calderone capace di mescolare la diversità (e che tanto è temuto da chi non conosce l’arte dell’accoglienza e della trasformazione).
Sento la strega, la curandera, la martire, la contadina, la scienziata, la scalatrice,
sento i mille modi del femminile
e ne sono grata.
Donne mie, non temiamo il multiverso che portiamo dentro, non lasciamo che sia meno potente di quello che è chiamato ad essere!
Mescoliamo la diversità, mesciamo il vino del profondo, curiamo, inventiamo, custodiamo, lanciamo.
Siamo donne!
In noi è custodito il Germe del Divino che il mondo cerca, rifugge, ostacola, uccide, brama, dimentica, ricorda…
Per celebrare questo giorno di memoria, che non è che un canovaccio per tutti gli altri giorni dell’anno, condivido con voi questa potente visualizzazione tratta dal libro “Luna rossa” di Miranda Gray.
“Siedi in una stanza silenziosa, in una posizione comoda.
Inizia chiudendo gli occhi e rilassando il corpo. Quando espiri, immagina tutte le tensioni e le preoccupazioni di ogni giorno uscire dal tuo corpo e scendere nella terra, ai tuoi piedi. Sofferma l’attenzione sui tuoi piedi e senti la pressione su di essi. Permetti alla tua coscienza di viaggiare nel corpo; soffermati, di volta in volta, sui piedi, sulle gambe, sulle braccia, sulle mani, sull’addome, sul petto, sul viso, sulle spalle e sul ritmo del tuo respiro, e infine sull’intero corpo.
Ora porta la coscienza verso il tuo utero. Guardalo con la mente. Esso è al centro, con le tube di Falloppio ai suoi lati che finiscono nelle ovaie. Concentrati prima su un’ovaia e poi sull’altra. Forse comincerai ad avvertire un senso di calore o di tensione in quella zona. Ora visualizza l’utero che si ingrandisce fino ad avvolgere tutto il tuo corpo. Senti le tube di Falloppio estendersi oltre le tue spalle e visualizza le tue braccia che reggono un gruppo di uova come fossero frutti. Permetti all’energia creativa del tuo utero di crescere dentro di te, lungo le braccia, le dita, facendole formicolare. Senti di essere una cosa sola con l’immagine del tuo utero.
Lentamente abbassa le braccia e lascia che l’immagine dell’utero si ritiri alla sua forma normale. Riconosci la sua presenza mentalmente e poi prendi coscienza del resto del corpo. Infine apri gli occhi e fai un profondo respiro.
Dopo l’esercizio potrai sentirti molto bene oppure sentire il bisogno di usare l’energia così risvegliata per creare qualcosa. Non devi per forza creare un capolavoro; usa questa energia nella vita di tutti i giorni, nella musica, nella poesia, nel cucinare, nel cucire, nel giardinaggio, nel relazionarti con altre persone, aiutandole a risolvere i loro problemi.”
Buon Giorno Nuovo,
Marianna. Una donna grata
🙏💞

