Madri nella carne e nello spirito

Questa foto è stata scattata ad Efeso
14 anni fa.
Cominciavo ad essere madre nella carne e
ne sentivo tutta l'animalità.
Dalla mia mamma, Maria, avevo succhiato tutta la devozione e l'abnegazione dei suoi 16 anni donati a me, e ne ero stata nutrita profondamente.
Attraverso le madri spirituali della mia storia, piccola sorella Maria e madre Cristina osa, avevo appreso
una maternità oltre il visibile.
Qualcosa che aveva impregnato ogni recondito del mio essere.
Ero una giovane donna consapevole.
Eppure...
In questi 14 anni di maternità la mia vita è stata destrutturata e ricostruita completamente da due creature nuove, uscite da me come i declivi armoniosi delle colline della mia terra che traggono dalla montagna madre del Vulture, e restano comunque altro da lei.
I miei figli mi hanno indicato nuove strade, infinite possibilità, mi hanno mostrato fragilità e forze che non sapevo di avere, mi hanno
avvicinata alla me più originaria.
Come niente aveva fatto.
Tutto ciò che è stato prima di loro, tuttavia, è stato il buon materiale su cui plasmare una storia d'amore senza fine.
Ecco perché oggi, in questa festa delle madri,
celebro il dono ricevuto
della mia giovane mamma, pilastro del mio andare, e delle madri spirituali che hanno accompagnato il mio tempo di discernimento, perché senza loro avrei faticato di più ad apprendere l'Amore, e celebro me stessa, il dono offerto.
La maternità nella carne non era la mia scelta.
Lo è diventata in un cammino di luce progressiva (e la mano dell'uomo in foto - Antonio - ne è simbolo).
Celebro l'essermi fatta plasmare dalla grazia di un dono più grande di me: Francesco e Irene.
'A lode dello splendore della Sua grazia'
(Ef 1, 6) c'è scritto sulle porte delle loro camerette.
Così è.
Celebro l'Amore della maternità
accolta e donata.
Nella carne e nello spirito,
senza soluzione di continuità.
Grata
infinito e ritorno.
Marianna
