Sogni e maestri

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Sogni e maestri

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Sogni e maestri

Molto anni fa sognai di girare in un mercato alla ricerca di un Japamala insieme a quella che è poi diventata la guida spirituale nella seconda parte della mia vita ed è tornata a guidarmi in questo terzo capitolo.
Nel sogno tutti mi volevano dare una corona del Rosario, fino a quando non siamo arrivati ad un banchino con su scritto Rishi.
Allora non sapevo neanche cosa significasse questa parola, la mia formazione non era ancora arrivata a quel punto.
Prendemmo il Japa.
Improvvisamente mi ritrovai a risorgere dalla bocca di un grande squalo, creatura che fino ad allora mi terrorizzava.

Stanotte un nuovo sogno di scale e maestri
la cui parola apre le porte della materia come scrigno del divino.

Per gli induisti oggi è Guru Purnima (me lo ha ricordato la mia sorella Luciana) e si onorano tutte le maestre e maestri della propria storia.
Come sempre, dentro, viene tracciata una strada che va solo seguita per portare all'esterno risurrezione
da ogni paura, fragilità, insicurezza.
Sì risorge, poi, solo dimorando prima in ciò che ci lega i piedi.
Solo conseguentemente le funi si sciolgono e si spicca il volo.

Più di venticinque anni fa, un altro sogno e un altro maestro, tracciarono la linea da seguire che poi mi condusse alla famiglia che sto costruendo, giorno dopo giorno.
Proprio in quel luogo del sogno e proprio mettendo al mondo i due figli, maschio e femmina, prefigurati.

Perché vi racconto questo, oggi?
Perché ci sono un sacco di video in rete in cui ci si mostra a ballare nei boschi, a compiere riti che spesso non si comprendono, ad abbracciare alberi e umani e cantare, ballare, denudarsi di superfluo.
Ogni esperienza può essere una possibilità.
Il punto, tuttavia, è che le esperienze possenti se non sono in un percorso di vita che ci guarisce, sono come semi che cadono sulla superficie, senza poter attecchire.

Cammino dentro e fuori di me da 48 anni.
Dall'età di 15 anni ho cominciato il mio percorso di guarigione attraverso la meditazione (allora era chiamata la preghiera di quiete).
Da 11 anni condivido le tracce che ho cercato e trovato sulla mia via nel Medit-ire e non mi sento arrivata ma sempre, sempre, sempre
principiante.
So che la stravaganza è più social.
Tuttavia, ora lo so, la mia scala per evolvere non è nello stupefacente, ma nello straordinario dell'ordinario.
Non c'è altra strada, per me, per crescere davvero se non nella materia dei giorni.

Questo troverete venendo nel Medit-ire, nella Casa dell' Esichia che è, non il mio lavoro, ma il mio modo di stare al mondo e dare un contributo.
Troverete percorsi concreti, che richiedono responsabilità personale, per guarire se stessi e così il mondo.
Il resto, quello che fa audience, non mi interessa più.
Chi ha cambiato la sua direzione attraverso il Medit-ire è raro che lo racconti sui social perché è un percorso intimo.
Va bene così.
Io mi fido della via che mi è data e soprattutto di Chi me la ha donata.

Buon Guru Purnima
alle sorelle e fratelli induisti e a tutti noi che con cuore aperto accogliamo il divino in ogni forma!

Con Amore,


Marianna

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