Ogni cosa è oro (nel giorno della Trasfigurazione)

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Ogni cosa è oro (nel giorno della Trasfigurazione)

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Qual è il punto di svolta che fa danzare una bambina sotto la pioggia e imprecare un adulto per la stessa pioggia?
A quale punto del percorso si perde l'incanto con cui siamo venuti al mondo?
Quello zampillio degli occhi che è sete di scoperta, fame di conoscenza, desiderio di vita, a quale ora della storia svanisce?
Si può recuperare?
Sapete, ho sempre creduto che le giuste domande, al momento opportuno, possano essere più importanti delle risposte.
La domanda rimette in movimento e anima anche le ossa più infiacchite, gli occhi più spenti.
E ci sono svolte, incroci, nella vita di tutti, che divengono di per sé domande.
Il turning point è proprio lì, nel saper accogliere l'interrogativo dentro quanto accade, nel come lo percepiamo, nella stessa ricerca di senso.
I bambini lo sanno e, siccome - citando un testo che amo da sempre - tutti siamo stati bambini ma solo in pochi lo ricordano, è proprio della saggezza più alta e profonda, ad un certo punto accorgersi che 'se non ritorneremo come bambini non entreremo nel Regno dei Cieli' (altra citazione dell'Autore più amato in assoluto 😉).
Ma che è 'sto Regno dei Cieli?
Oggi, 6 agosto, è il giorno della Trasfigurazione, un giorno per me importante quanto il Natale e la Pasqua.
Il giorno in cui ricordiamo che ogni cosa è oro e le apparenze solo una cortina che noi stessi abbiamo frapposto perché ci siamo allontanati dalla nostra Verità interiore, che è la nostra essenza. Sat Nam, dicono gli yogi del kundalini: la Verità è la mia Essenza.
Questa festa della Trasfigurazione è un dono di consapevolezza enorme.
Nella spiritualità cristiana ortodossa, che come alcuni sanno mi ispira e attrae da sempre sia perché sono nata in una comunità che era tale in passato, sia per il mio amore verso l'esperienza esicasta, dicevo, tale spiritualità considera la Trasfigurazione il movimento di svelamento della vera natura di ogni Umano e quindi l'apice della vita.
Lì dove, per l'esperienza cristiana cattolica, l'apice della vita interiore è l'uniformità alla Croce di Cristo - e l'esempio più conosciuto è quello delle stimmate di San Francesco d'Assisi -, per gli ortodossi il compimento è dato dalla manifestazione della Luce taborica, - e abbiamo l'esperienza di San Serafino di Saròv che divenne luce -.
Essere nel Regno dei Cieli è allora ricordare che ogni cosa è oro, che, con il cuore fisso nel divino, tutto può svelarsi come una continua manifestazione di Presenza.
Ogni cosa, ogni esperienza, ogni incontro, ha un messaggio, una indicazione di percorso per noi. Tutto può essere un miracolo, ovvero un vedere con gli occhi l'oro dell'abbondanza divina che non desidera altro che donarci ogni cosa e la Gioia che non è data dalle cose, ma dall'essere nell'Essere.
Ballare sotto la pioggia, da grandi, è una scelta.
Buona Festa,
con Amore,
Marianna

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