23 dicembre #Avvento 2018
“Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero.
Come l’udì Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Ed ecco sentì una voce…”.
Primo libro dei Re 19, 11-13
Il mormorio di un vento leggero è tradotto più esattamente con
un suono sottile di silenzio.
E in quell’aria silenziosa il profeta ascolta, fa esperienza, del suo Dio.
Abbiamo perso il senso divino delle cose.
Ecco perché il Cristo si è fatto carne,
per per ricondurci al Dio presente
in tutte le cose.
Nella carne, nei giorni, nel lavoro e nel riposo…
Siamo costantemente nel bacio di una Presenza.
Il mio padre spirituale mi diceva:
“La senti l’aria?”.
Non lasciare che il suono sottile del Silenzio
sia coperto da tutto il resto.
Ascolta.
Come ci ha detto Lino ieri, nella meditazione con le campane tibetane,
“La grazia del suono è il Silenzio”.
Buon Ascolto in questo Giorno Nuovo,
Marianna

