A proposito di… riposare nell’essenziale





Vivo in un luogo che non presenta tutti i confort che è possibile trovare altrove, dicono. Senz'altro hanno ragione. Le strade sono un disastro, i servizi pochi, gli svaghi (booo, non lo so, non è il mio tema!😅). Senz'altro. Bisogna comprendere, tuttavia, a quale confort ciascuno aspira. Per me il confort è la terra, il contatto con la natura, l'essenzialità di un orizzonte in cui essere saldi è un'esigenza intima, un richiamo. Certo anche i miei bambini, diventati ragazzi, un giorno partiranno per scoprire altri luoghi. È giusto così, è giusto che questo orizzonte non gli basti. È stato così anche per me. Poi, però, si può tornare. Io l'ho fatto. L'ho scelto. E, con la mente e il cuore spalancati a tutto l'oltre possibile, fermarsi a riposare nell'essenzialità di questa terra. A volte si può anche non tornare, scegliere d'espandere il proprio essere altrove. Tuttavia, sempre, la radice che ci ha formati, resterà un orizzonte nudo, su cui misurare gli attimi con il metro dell'essenza. Certo, alla fine non c'entra più neanche dove sei. Andare, restare, sono coordinate di superficie. C'entra la terra e l'orizzonte che sei diventato. Ovunque sia. Marianna
